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Bartor



“Un prodigio della natura, che nella sua figura si espresse oltre i suoi stessi limiti. Abbattendo la barriera tra le specie, dimostrò che la grande arte, il linguaggio in cui è scritto il Creato è al cospetto di coloro che desiderino comprenderlo.” [Alrech Issanca, Un dio tra noi]



Bartor (Aredhil, Era Comorum anno 28 – luogo e data di morte sconosciuti) è stato un praticante di arti arcane di specie uhmar, studente della Scuola di Magia e allievo diretto di Avelin, nonché uno dei suoi quattro discepoli. È considerato uno dei più grandi maghi di tutti i tempi, precursore dell'Empatia Magica, una disciplina sviluppata nei secoli successivi, e tra le figure più influenti della storia di Damas.


Vita


La nascita di Bartor è raccontata nei diari scritti da Uhmar di Aredhil anni dopo la sua sparizione, che narrano di come il mago prodigioso sia venuto al mondo nel ventottesimo anno. È presumibile che abbiano iniziato a contare dal primo anno convenzionale dell'Era Comorum, ma è da considerare un certo margine di imprecisione.
Bartor nasce nella foresta di Aredhil da una famiglia umile. Entrambi i genitori sono servitori della famiglia Mwhaghalir, nobili che si occupano di funzioni religiose del Culto dei Quattro. Ad appena quattro anni, Bartor viene notato da Avelin nei pressi di un santuario dedicato a Gladiel. Il Maestro rivela ai genitori di percepire una grande energia nel giovane, e chiede loro di poterlo crescere e accudire all'interno della sua scuola. I genitori di Bartor, vedendo per lui una possibilità di fuga dalla vita da servo, accettano, e Bartor inizia a vivere a stretto contatto con gli Uinir della scuola e con Avelin.
Fin dai primi anni, Bartor dimostra una grande curiosità e velocità nell'apprendimento. Avelin scriverà di lui che mai aveva visto in un Uhmar un simile potenziale, paragonabile, se non superiore, a quello di molti Uinir. Documenti del tempo raccontano lo sbalordimento del Maestro, che per il suo allievo Uhmar provava un affetto speciale, come per un figlio, e riponeva in lui grandi aspettative. Secondo fonti interne alla scuola, il trattamento riservato a Bartor attirava invidie e malcontento che, quando notati da Avelin, potevano causare l'espulsione dalla scuola.
Nell'anno 44, all'età di 16 anni circa, Bartor viene promosso al grado massimo ed entra a far parte dei discepoli, categoria riservata ai pochissimi eccellenti che, secondo Avelin, erano a un passo dal più alto livello di conoscenza raggiungibile. Gli altri discepoli sono Vin'Iyha, Thendal e Hasham.
Da discepolo, continua a distinguersi per capacità di manipolazione e si specializza nel ramo dell'Empatia Magica, ovvero la lettura dei flussi che determinano i pensieri e le azioni degli individui, permettendo di leggere il futuro e influenzare gli eventi e i comportamenti.
Intorno all'anno 46, Bartor diventa più sfuggente e incostante. Nelle testimonianze si legge della sua distrazione o diserzione da riti comunitari della scuola. Molti collegano questo comportamento alla sua relazione con Thendal, che un anno dopo darà origine a un figlio: Tarsio. L'evento è accolto come uno scandalo all'interno della scuola, e solo l'intervento autoritario di Avelin mette un freno all'indignazione generale.


Passaggio del Potere


Nell'anno 48, un Avelin in fin di vita chiama a raccolta i suoi discepoli per tramandare, a uno di loro, il suo potere rimanente, che a suo dire eleggerà il nuovo Damas Rei. Poco prima, Avelin aveva recitato il monito “il diverso tenterà di sopraffarci”, come una profezia. Vin'Iyha aveva espresso le sue perplessità su Bartor, ritenendo che l'oggetto del monito fosse proprio lui, il diverso, poiché Uhmar tra gli Uinir. Il Maestro si sarebbe accorto, secondo Vin'Iyha, che Bartor non fosse meritevole di ciò che aveva appreso, e che andasse ostacolato. Thendal prende le difese dell'Uhmar, mentre Hasham si mantiene neutrale.
All'appuntamento con i discepoli, Bartor non si presenta. Nessuno sa che cosa accade quel giorno. Vin'Iyha si organizza con alcuni suoi seguaci per ritrovare l'Uhmar. Di lui non si sa più nulla. Leggende narrano di una fuga in compagnia di un lupo, poi la sparizione sotto il Grandalbero di Aredhil, inghiottito nel suo tronco.


Influenza storica e culturale


La morte di Avelin e il passaggio del potere generano una profonda spaccatura che si traduce nello scisma di Aredhil, l'evento che porta a due differenti realtà e alla divisione del territorio centrale di Damas in Samarin e Learon. Il Reame di Aredhil, nel Samarin, riesce a integrare al Culto dei Quattro l'Avelinesimo e ad assorbire le sue molteplici versioni, tra chi considera Bartor il nuovo Damas Rei e chi prende le parti di Thendal, di Hasham, di Vin'Iyha o si mantiene in una posizione di dubbio. Nel Learon, invece, le famiglie uinir più influenti instaurano il governo di Illywhaylin, profondamente legato a Vin'Iyha come nuovo Damas Rei.
La figura di Bartor viene sostenuta soprattutto dagli Uhmar del Reame e poi dalla società uhmar di Gorth, che attraverso Bartor vede il riscatto della propria specie sugli altezzosi Uinir, l'occasione di narrare la grandezza del popolo uhmar, meritevole della considerazione di Gladiel tanto quanto i sedicenti prescelti del dio. In Gorth vengono costruiti altari e templi in onore di Bartor, venerato quasi al pari di una divinità ed eletto a simbolo di potere e magnificenza.
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