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Hasham



“Di ineguagliabile grazia e beltà, fece del piacere la sua più alta forma di realizzazione. Creatore sublime, meritevole di un posto tra gli dèi, dotato di una personalità eccentrica e innato carisma, egli era davvero libero, di una libertà beata ed eterea.” [Negulir Thaldwyn, Materia e Magia]



Asman'lil Shaman (Aredhil, Era Comorum anno 16 – Aredhil, Era Comorum anno 182), meglio conosciuto come Hasham, è stato un alchimista e praticante di arti arcane, studente della prima scuola di magia e allievo diretto di Avelin, di cui è stato anche discepolo insieme a Vin'Iyha, Thendal e Bartor. Ricordato come una delle figure più influenti della storia di Damas, è considerato l'inventore dell'alchimia, nonché uno dei più grandi ritualisti di sempre.


Vita


Hasham nasce ad Aredhil nell'anno 16 dell'Era Comorum da una famiglia di mercanti. Mostra da subito una grande capacità oratoria, ragion per cui intraprende da molto piccolo lo stesso mestiere dei genitori. Dotato di una parlantina fluida e persuasiva, si fa conoscere nel reame e stringe rapporti commerciali che giovano agli affari di famiglia. Tuttavia, la conoscenza di individui di ogni genere e una certa irrequietezza, emersa prima dell'età adulta, lo portano a stringere amicizia con un sottobosco dal profilo torvo, che inizia a frequentare sempre più assiduamente.
Quando viene scoperto dalle guardie del reame a compiere furti e altri reati minori, la famiglia teme per la propria reputazione e lo disconosce. Abbandonato, Hasham conduce una vita sul filo dell'illegalità. Si rende sfuggevole e in breve tempo nessuno della famiglia ha più notizie di lui, se non quando, occasionalmente, viene scovato dalle guardie in contesti sospetti.
Ancora in giovane età, Hasham frequenta la taverna di Giosa, un locandiere uhmar, che gli offre vitto e alloggio in cambio di piccoli favori. Quando Giosa gli propone di lavorare per lui alla locanda e gli insegna a preparare i piatti, egli risveglia in Hasham un talento nascosto. L'Uinir si scopre abile con gli ingredienti, curioso e disinvolto. Inizia a proporre esperimenti e inventa piatti e bevande apprezzati dagli avventori del locale.
Il suo nome giunge alle orecchie di Avelin, che si reca alla locanda per assaggiare le ricette del giovane. Il Maestro si accorge che nelle bevande di Hasham c'è il tocco di un abile manipolatore di ingredienti, e che le sue creazioni interagiscono su più livelli con i flussi magici. Volendo comprenderne l'essenza, accoglie Hasham nella Scuola di Magia, dove al nuovo allievo viene messo a disposizione un laboratorio.
Hasham diventa in poco tempo pioniere di una nuova disciplina che prevede la calibrazione di sostanze al fine di ottenere effetti che avvicinano lo sperimentatore al piano arcano. Gli esperimenti di Hasham sono veri e propri spettacoli in cui lui recita formule ed esegue ritmi propiziatori per l'invocazione delle energie, esibizioni che rappresentano i primi riti alchemici della storia. Hasham è inoltre grande sostenitore della parola come veicolo dei flussi magici, che in seguito darà origine a due differenti approcci: la supplica, ovvero l'invocazione di una divinità (tipica del Culto dei Quattro) e l'innesco, la parola usata come catalizzatore delle proprie energie (principio dell'Avelinesimo).
Nell'anno 40, Hasham viene eletto da Avelin come suo secondo discepolo, affianco a Vin'Iyha. Tre anni più tardi sarà il turno di Thendal e nell'anno 44 di Bartor. La disciplina di Hasham si sviluppa in parallelo all'interno dell'accademia di magia, diventando una scuola nella scuola. I suoi riti sempre più complessi prevedono una componente edonistica e orgiastica che la rendono un ramo del tutto peculiare, adatto anche a chi sia carente di potenziale magico.


Passaggio del Potere


Quando, nell'anno 48, Avelin chiama a raccolta i suoi discepoli, Hasham è tra i tre che si presentano ai piedi del grande albero nella foresta di Aredhil, e che assiste alla morte del Maestro. Si tratta della vicenda che provoca il grande scisma, tra seguaci di Vin'Iyha e sostenitori di Bartor, il quale non si presenta all'appuntamento e sparisce per sempre.
Di Hasham, in tale vicenda, si sa poco. Non è dato sapere quale fosse il suo parere in merito, poiché secondo gli scritti di Vin'Iyha “Egli prese le distanze, come se non fosse affar suo”. In pochi credono in lui come il beneficiario del potere di Avelin, sia per le poche informazioni in merito, sia per via della distanza tra la sua disciplina e la magia in senso più ampio.


Influenza storica e culturale


Hasham è ricordato come il più grande alchimista e ritualista della storia di Damas, colui che dal nulla inventò una disciplina e che, in modo del tutto personale, scoprì un modo allora sconosciuto per evocare le forze arcane. Ogni alchimista riconosce il valore dell'opera di Hasham, considerabile alla stregua di una divinità o, perlomeno, di una figura mistica del massimo grado.
La Scuola di Hasham, da lui fondata e portata avanti dopo la morte di Avelin, è l'apripista di tutte le scuole alchemiche e ritualistiche della Damas odierna. I suoi riti edonistici sono praticati in tutto il mondo, spesso da gruppi di stampo settario invisi alla società e fuorilegge. In tal senso, Hasham è anche un simbolo in ambienti loschi legati all'occulto.
Delle religioni principali, nessuna fa di Hasham emblema di virtù e rettitudine, a conferma di come si tratti di un personaggio controverso, ai margini delle narrazioni legate a Elatòmshim, e ciononostante uno dei più grandi mistici di tutti i tempi.
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