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Gorth



“Molto tempo fa, un Uhmar avanzava sul sentiero disegnato dal corso del Silthor. Aveva camminato a lungo, con solo uno zaino sulle spalle. Gli Uhmar, nel loro nomadismo, non potevano possedere altro. Trovò un'area accogliente e vi si stanziò, in attesa che il successivo pericolo lo costringesse a un nuovo peregrinare. Ma pericoli non ne giunsero, e l'Uhmar restò. Come lui, altri trovarono il luogo, e restarono. Uno dopo l'altro, formarono una società, e dalla società nacque Gorth.” [Nadius Belenger, Cronache dei secoli]



Gorth è stato il primo agglomerato uhmar della storia di Damas, risalente all'Era Bahran anno -450 circa. Si trovava vicino alla costa occidentale del Samarin centrale, lungo la sponda del fiume Silthor e in prossimità della sua foce. Il villaggio di Gorth conobbe una rapida espansione durante l'Era Comorum, che lo portò a evolversi nella città di Ferenor alle soglie dell'Era Vanseet.


Nascita


In tempi precedenti all'origine di Gorth, gli Uhmar erano una popolazione nomade, alla continua ricerca di aree ricche di risorse per la sopravvivenza e prive di predatori quali bestie selvatiche. Tribù più numerose o gruppi di pochi individui vagano, si respingono e si scontrano allo scopo di accaparrarsi materie prime, prima di rimettersi in cammino verso l'area successiva. A muovere i gruppi è la necessità del momento, sulla base di ciò che la natura offre spontaneamente.
Mentre in Horgos le tribù nomadi si dividono in zone ampie ma circoscritte, come le piane centrali, i monti occidentali o la foresta di Elathundir sul versante orientale, nel Samarin gli spostamenti sono perpetui e lungo tutto il territorio: dai monti di Goromund alle zone pianeggianti centrali, fino ai territori meridionali che lambiscono il deserto di Hat-Hatar, e poi di nuovo verso nord. Nel loro peregrinare costante, si narra che un giorno un Uhmar giunge nell'area della foce del Silthor, vicino alla costa occidentale, e qui si stabilisce. La zona è ricca di risorse e nessuno lo contrasta per tanto tempo. Quando altri giungono nella stessa area, con loro si crea un rapporto di collaborazione che dà origine a una tribù prospera e ben organizzata.
La tribù cresce in breve tempo, si regge sul contributo dei suoi membri e sull'assenza di pericoli o gruppi ostili. Le risorse dell'area sono abbondanti e i nuovi arrivati vengono accolti con gentilezza e disponibilità, tanto che non hanno l'istinto di prevalere, bensì di unirsi per ampliare un gruppo sempre più nutrito. In questo periodo, gli Uhmar scoprono l'agricoltura, che è la chiave per la crescita della tribù; producendo cibo in abbondanza e con ritmi prevedibili, è possibile sfamare sempre più individui e, soprattutto, competenze diverse vengono messe a disposizione del bene comune, i ruoli si specializzano e la collaborazione diventa fondamentale per una convivenza fruttuosa. La tribù raggiunge una dimensione tale da necessitare di un controllo centrale più complesso, nonché di una narrazione comune che la compatti: così religione, miti e cerimonie costruiscono l'identità del primo villaggio della storia: nasce Gorth.


Scrittura


Il cambio di società degli Uhmar, da nomadi a stanziali, preoccupa gli Uinir del Reame di Aredhil, che mai si erano avveduti di una seconda forma di civiltà alle porte della loro foresta. I primi contatti sono prudenti, con entrambi i popoli diffidenti, in cerca di un equilibrio. Aredhil vede Gorth come una potenziale minaccia, soprattutto dal punto di vista territoriale, sebbene le due realtà si comportino pacificamente, ognuna nel proprio spazio. Gorth continua a proliferare, ma la sua modesta velocità di espansione mantiene basso il livello d'allarme di Aredhil.
Quando nel Reame di Aredhil si diffonde la scrittura, questa oltrepassa presto il confine e giunge fino a Gorth. Anche gli Uhmar iniziano a utilizzarla e la novità si rivela fondamentale per rendere le leggi più stabili, e quindi il governo più compatto e organizzato. Grazie alla scrittura, Gorth accelera la sua crescita, diventa una città, fino a ramificarsi in altri piccoli villaggi verso sud. La società uhmar espande i propri domini sotto lo sguardo severo di Aredhil, che si promette di arrestarne l'avanzata in caso di occupazione dei territori centrali, nei pressi della foresta.
La scrittura permette alla società di Gorth di scrivere la propria storia, tra miti, letteratura e cronaca. La costruzione dell'identità uhmar passa dall'eredità per via orale, soggetta a mutamento e dispersione, al lascito scritto, imperituro, costante e solido nel tempo. Anche i governatori che si succedono alla guida della città diventano parte della narrazione, dando origine al culto della personalità, l'esaltazione del potere e della fama, elementi che stratificano la società in livelli sempre più profondi e intrecciati.


Avelinesimo


La scrittura è il primo grande motore della crescita di Gorth. Il secondo è la nuova religione che giunge da Aredhil. Il passaggio del potere di Avelin vede, tra i possibili eredi, l'Uhmar Bartor, un mago che si è distinto per la straordinaria sensibilità all'arcano e un'abilità fuori dal comune. I gortici utilizzano la figura di Bartor, nella narrazione della loro specie, allo scopo di magnificarla. Se Bartor è il nuovo Damas Rei, l'inviato di un dio per governare Damas, significa che gli Uhmar non sono il sottoprodotto della creazione divina, bensì godono dello stesso prestigio degli Uinir, popolo dalla civiltà millenaria e sedicente rappresentante di Gladiel su Damas.
I gortici si convertono all'Avelinesimo, perlopiù di ramificazione bartoriana, e ciò accelera ulteriormente la costruzione dell'identità che permette a Gorth di prosperare ulteriormente. Ogni Uhmar vuole rivedersi in Bartor, e il centro degli Uhmar è Gorth. L'adozione della stessa religione migliora persino i rapporti con Aredhil, gettando una base di comprensione comune tra i due popoli.
Nell'anno 628 dell'Era Comorum, Gorth si estende al punto da doversi dividere in più unità, tutte collegate politicamente al potere centrale. Nasce il primo impero della storia e Gorth cambia nome in Ferenor.
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