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Gladiel



“Egli generò la Luce, di cui ogni cosa è fatta. E dalla Luce fece emergere la Vita, affinché essa generasse nuova Luce, nel ciclo infinito dell'Esistenza.” [Antico verso uinir]



Gladiel è, nel Culto dei Quattro e nell'Avelinesimo, il dio creatore, colui che diede origine a Elatòmshim e Damas, nonché a tutte le forme di vita esistenti. Si tratta di un essere superiore dotato di volontà e, allo stesso tempo, al di sopra di ogni concetto astratto, generatore della Luce, della materia e di tutte le forze, di cui è possessore e donatore.


Nel Culto dei Quattro


Della figura di Gladiel si parla per la prima volta negli antichi scritti uinir, dove il creatore è descritto come un'entità astratta, senza forma né colore, una concentrazione immensa di energia dotata di volontà, mossa dal desiderio di esprimere il suo potere nella generazione della Luce. La condizione di Gladiel trascende l'esistenza: egli è senza necessità della proprietà dell'esistere, che invece richiede la Luce, a sua volta generatrice di materia. Con la Luce nacque l'esistenza.
Nel Culto dei Quattro, Gladiel creò Elatòmshim, sua emanazione ed espressione massima della Luce, e subito dopo Damas, che da Elatòmshim dipende. Popolò Damas di creature, le fiere, che non si rivelarono in grado di apprezzare il dono della vita e di adorare la Luce, e per questo furono addormentate.
La seconda creazione, gli Uinir, sono la specie perfetta, rappresentazione di Gladiel su Damas, tanto in grado di generare Luce quanto capaci di volontà e gratitudine. Attraverso gli Uinir, Gladiel esprime la sua volontà affinché la Luce cresca e prosperi.
Le successive creazioni di Gladiel, gli Uhmar e i Turgot, sono secondo il Culto dei Quattro specie compromesse da un potere opposto, l'Ombra di Mahamar, in grado di insinuarsi nell'animo degli individui per traviarli verso una volontà contraria di morte e distruzione.
Le terze creazioni di Gladiel, le bestie che popolano Damas, sono entità di contorno, incapaci di ragionamento ma ugualmente partecipi dell'equilibrio tra Luce e Ombra, necessarie perlopiù al sostentamento dei figli prediletti e delle specie secondogenite.
Nel pantheon del Culto dei Quattro, accanto a Gladiel siedono i tre Uinir che seppero distinguersi, poiché in grado di manipolare gli elementi del creato secondo una propria volontà: Valenor, dio dei venti, Mirvas, dea dell'acqua e Teberas, dio del fuoco. Si tratta degli unici casi di creature mortali ascese al piano del divino.


Nell'Avelinesimo


Come Elatòmshim è un concentrato di energia magica, nell'Avelinesimo Gladiel è un padre benevolente che consegna le chiavi del creato alle sue creature. La magia, scoperta da Avelin, è il dono più grande del dio creatore, il quale accetta l'emancipazione dei mortali, concedendogli la capacità di manipolare gli elementi della natura da lui generati. Al pantheon si aggiunge Avelin, l'Uinir dalla sensibilità suprema che convogliò per primo l'essenza della Luce nel prodigio della magia, assurgendo al piano divino insieme a Valenor, Mirvas e Teberas.
Nell'Avelinesimo, Gladiel responsabilizza le sue creature a un livello superiore, poiché la magia è sua emanazione a uso dei mortali. Il dio creatore desidera un mondo in cui la Luce prevalga sull'Ombra, e il Damas Rei, la creatura mortale che fa le sue veci su Damas, osserva e gestisce, celato sotto segreta identità, affinché la magia venga incanalata nella giusta direzione. Ciò tuttavia dà luogo al paradosso della libertà d'azione, diatriba filosofica da sempre irrisolta circa il ruolo del dio creatore che, da un lato, responsabilizza i mortali consegnando loro la magia, e dall'altra pretende che se ne faccia un uso piuttosto che un altro.
Secondo gli avelinisti, il paradosso si risolve nel Damas Rei, figura a metà strada tra creature e creatore, che governa la realtà come un burattinaio salvando la facciata di una libertà d'azione apparente e, al contempo determinando il corso degli eventi.


In altre culture


Il dio creatore Gladiel esiste solo nelle religioni uinir, seppur si trovino figure simili in altre credenze di popoli differenti.
Per gli Uhmar nordici, gli dèi creatori sono furenti guerrieri che, con la loro energia, diedero vita alla materia dallo spirito, e alla vita dalla materia. Nel pantheon di molte tribù di Horgos, gli dèi fanno capo a un'entità suprema senza nome, l'equivalente di Gladiel, che risulta però burrascosa e guerrigliera, disinteressata al destino dei mortali.
Nelle religioni spiritiste dei popoli uhmar occidentali, non c'è traccia di un singolo dio creatore, mentre nei culti dei gorboli e dei Turgot il creatore sarebbe inconoscibile e senza un'identità precisa, ma guarderebbe i mortali attraverso il sole, quello che per gli Uinir è Elatòmshim.
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