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Veinul



“Non è una città, ma il calderone di un alchimista impazzito. La commistione dei suoi elementi è conflittuale, e la mistura può esplodere da un momento all'altro.” [Fenrir Viselyn, Discorso sul Nuovo Sacro Ordine]



Veinul è una città del Learon, situata nell'area di Misemyr, a sud di Illywhaylin. Composta da comunità di Uinir esterni a Illywhaylin e Uhmar gorboli esiliati, rappresenta un crocevia dalla grande importanza politica, poiché unico punto di comunicazione tra Andazòr e il Samarin concesso da Illywhaylin.
La città è tristemente nota per l'episodio storico della Prigionia di Veinul, nell'Era Mahamarum, anno 8, quando tutti i suoi abitanti furono segregati e sostituiti dalla popolazione mhalakyte.


Origine


Dai tempi dello scisma di Aredhil, risalente all'anno 62 dell'Era Comorum, le famiglie di Illywhaylin controllavano i territori orientali di Aredhil, precedentemente appartenuti al Reame di Aredhil, oltre la linea di confine tracciata tra il Samarin e il Learon. La ragione della divisione era ideologica: adottando l'approccio dell'Avelinesimo Iyhalista, gli Uinir di Illywhaylin dichiarano ostilità agli Uhmar e li escludono dal loro territori, costringendoli alla lunga marcia verso est che darà luce alla civiltà gorbola di Andazòr.
Il territorio di Illywhaylin si estendeva fino al limitare della grande foresta, ma il controllo che le famiglie pretendevano di esercitare comprendeva una fascia attorno al reale confine, che Illywhaylin considerava margine di sicurezza. Nei territori del margine, gli Uinir selvaggi non erano considerati parte di Illywhaylin, ma la presenza di altre specie senzienti, ovvero Uhmar e Turgot, era osteggiata con la forza.
Con il Nuovo Sacro Ordine dell'Era Gavriellum, siglato dal Patto della Luce da Hen Gamoth e Galendor Maheyllis, Trinien e Aredhil esercitano pressioni su Illywhaylin affinché accetti di prendere parte al tentativo di unificazione dei popoli di superficie contro il Gotrir. Il governo delle famiglie si oppone, ritenendo inaccettabile la collaborazione con gli Uhmar, che nella visione iyhalista sono biechi ingannatori corrotti dall'Ombra. Necessitando di un passaggio che colleghi il Samarin alla civiltà gorbola della costa orientale, Aredhil e Trinien minacciano Illywhaylin di invasione del versante sud, dove contano di aprire una rotta commerciale verso Hube. Illywhaylin teme l'ipotesi di una guerra contro due potenze alleate, ma soprattutto paventa la possibilità che le intenzioni del Nuovo Sacro Ordine giungano ad Andazòr. Se la capitale gorbola si attivasse, in un intento di avvicinamento al Samarin, Illywhaylin si troverebbe circondata, sola contro il resto di Damas.
Nell'anno 13 dell'Era Gavriellum, Illywhaylin individua nei territori di margine un villaggio uinir e decide di servirsene come punto di incontro tra il Samarin e la civiltà gorbola. Invia le sue truppe nel villaggio, che al tempo era chiamato dai suoi abitanti Vanallur, e ne prende possesso con la forza; chi non accetta di sottostare al nuovo dominio viene imprigionato o allontanato, mentre a chi collabora viene promessa una città ricca e fiorente. Vanallur viene proposto ad Aredhil come crocevia all'interno del quale far passare la rotta commerciale pretesa con Andazòr.


Terra di esilio


Dentro le mura di Vanallur devono avvenire gli incontri diplomatici e gli scambi commerciali tra l'alleanza Trinien-Aredhil e Andazòr, che viene presto invitata ad aderire al Patto della Luce. Nel villaggio, sempre più in crescita e vicino a una ridente cittadina, viene istituito un governo satellite di Illywhaylin, attraverso il quale le famiglie possono controllare i movimenti tra le due parti e vigilare sul comportamento degli Uhmar, ospiti sgraditi così vicini alla foresta. Il governo porta avanti la propaganda iyhalista, in modo che gli stessi abitanti di Vanallur guardino con sospetto gli Uhmar, quando questi si incontrano tra le mura cittadine.
Dopo i primi incontri, le due fazioni si rendono conto di necessitare di una comunicazione più immediata, e senza il bisogno di spostare interi gruppi di diplomatici o funzionari governativi, con il dispendio di risorse che questo comportava. Si affidano quindi a messi viaggiatori, i quali hanno il compito di recapitare lettere scritte nel minor tempo possibile. La soluzione incontra principalmente due difficoltà: i messi che giungono a Vanallur devono ripartire per Andazòr, e spesso non viene concessa loro la corretta quantità di risorse per proseguire nel viaggio. Inoltre, essi denunciano una pessima accoglienza da parte degli Uinir di Vanallur, fatta di abusi e soprusi. Di fronte alle accuse, Trinien, Aredhil e Andazòr studiano una nuova soluzione: a Vanallur deve stabilirsi una comunità uhmar che funga da tramite tra le parti.
Nell'anno 21, Andazòr decide di destinare una parte dei suoi abitanti a Vanallur, reclutandola tra la fascia più povera e disperata della popolazione, e promettendo ingenti compensi, nonché tra i condannati per crimini minori, scarcerati in cambio dell'esilio. Una simile decisione trova l'opposizione di Illywhaylin, e i rapporti tra il governo delle famiglie e il resto di Damas si inasprisce. Tuttavia, sempre sotto la minaccia di un'invasione, gli Uinir di Learon sono costretti ad accettare, a patto che le due comunità rimangano divise. Con l'arrivo degli Uhmar a Vanallur, in pochi anni il villaggio diventa una città, rinominata Veinul.
Il governo istituito da Illywhaylin a Veinul non ammette promiscuità tra le due specie, e applica la politica definita v'nseetayrin (dal linguaggio uinir, “della separazione a metà”), ovvero gli Uinir come specie dominante e gli Uhmar relegati agli strati più bassi di una società divisa, che non ammette l'interfacciarsi delle due classi sociali. La mancanza di contatto tra le specie causa anche un allentamento nel controllo del governo sulla componente Uhmar, che si organizza secondo una forma di gestione interna dove vige la legge del più forte, purché con discrezione per non saltare agli occhi degli Uinir.


Prigionia di Veinul


Nel pieno della seconda invasione del sottosuolo, nell'Era Mahamarum, le principali città di superficie vengono attaccate dall'esercito di Ramaragh che, dopo tre dei cinque Grandi Templi, intende conquistare i centri del potere.
Con le truppe di Gotrir alle porte, Veinul chiede l'intervento di Illywhaylin, che invia un esercito speciale a protezione delle mura cittadine, aspettandosi al contempo la collaborazione di Aredhil, Trinien e Andazòr, dato il ruolo strategico che la città aveva sempre esercitato. Di fronte alla minaccia oscura, tuttavia, Trinien concentra le forze militari per la difesa delle città del Samarin occidentale, mentre Aredhil si chiude a protezione dei confini della foresta. Veinul resta così nelle mani di Illywhaylin, che da sempre la considera frutto di un compromesso per il Nuovo Sacro Ordine. La comunità uhmar spera disperatamente nell'aiuto di Andazòr, che tuttavia non arriva, poiché anche la capitale gorbola è concentrata nella difesa delle principale città di Hube. La comunità di Veinul forma un esercito supplementare di fortuna, formato da Uinir e Uhmar per la prima volta collaborativi, ma anche privi di grandi risorse.
Quando, nell'anno 8, i Mhalakyte attaccano la città, la difesa dell'esercito non è sufficiente a fermare l'ondata oscura e Veinul cade facilmente nelle mani dell'Ombra. Ramaragh desidera servirsi di Veinul come punto di raccordo tra i Templi e le successive conquiste e, non fidandosi di una popolazione conflittuale e dalla forte identità iyhalista, opta per la segregazione di tutti i cittadini di Veinul e la loro sostituzione con il popolo mhalakyte. Ogni singolo abitante viene imprigionato ovunque sia possibile: nelle carceri, ma anche all'interno di stanze nelle proprie abitazioni, e trattato in base alla discrezionalità dell'oppressore, ignorato o sfruttato come servo. In altri casi, gruppi di cittadini vengono ammassati all'interno di abitazioni e costretti alla clausura, talvolta almeno sfamati, altre volte lasciati a morire di inedia.
Nell'anno 14, dopo la conquista di Ferenor di due anni prima e l'istituzione di Mhalakart, Ramaragh perde interesse per Veinul. Non nutrendo speranza di conquistare Aredhil e Illywhaylin, e considerando troppo rischioso il percorso che passa attraverso la vecchia rotta diplomatica, decide, pur mantenendo il controllo della città, di liberare i vecchi cittadini e integrarli alla popolazione mhalakyte. È la fine della segregazione e l'inizio di un periodo di convivenza con il popolo oscuro che non cancella dalla memoria i sei anni di sofferenza vissuti dagli abitanti.


Dopo la liberazione


Il drammatico evento, ricordato come Prigionia di Veinul, è tra i ricordi più vividi e dolorosi di ogni abitante della città, soprattutto per via del mancato intervento di chi, durante l'Era Gavriellum, aveva istituito Veinul per necessità e convenienza. Trinien, Aredhil, Andazòr vengono considerate ingrate traditrici. Infatti, l'idea di Ramaragh di liberare i prigionieri preme su questo tasto: insinuare nella popolazione, persino negli Uinir, l'idea di essere stati disprezzati da chi precedentemente si è servito di loro, e portarla a ribellarsi. La propaganda funziona e, tra gli abitanti di Veinul, si riscontra la presenza eccezionale di Uinir corrotti, casi estremamente rari nella storia di Damas.
Con la liberazione della superficie dai Mhalakyte, anche Veinul torna alla sua normalità. Sebbene la storia abbia mostrato ai suoi abitanti l'ingrata funzione strumentale ricoperta nel quadro politico mondiale, l'influenza delle grandi potenze di Damas non lascia spazio a reazioni.
L'Era Fenegardum, che vede l'istituzione di Fenegard come nuova capitale del Samarin, irrigidisce i rapporti tra i popoli, e Veinul torna al suo ruolo di città di incontro tra gortici e gorboli, con Aredhil che si estranea e Illywhaylin a sorvegliare sull'ordine e la discrezione. La popolazione resta divisa tra Uinir e Uhmar, con i primi a governare e i secondi a organizzare una forma di autogestione basata sull'anarchia e la legge del più forte.
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