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Hovalor



“Città luminosa, fredda, ma dal cuore caldo. Tra le arterie della sua Accademia scorre il sangue pulsante di un'energia intensa, palpitante; tra le sue vie si respira il conflitto ideologico, il desiderio di conoscenza o la sottomissione agli dèi.”
[Vestel Roth, Il grande viaggio]



Hovalor è una città situata nella zona sud-orientale della regione di Horgos, nell'area di Elathundir, in prossimità dell'omonima foresta. È stata fondata da popolazioni gorbole affrancate dalla società degli Hube, e comprende una ricca commistione di culture, usi e costumi. Ad esempio, è l'unica città nordica in cui sia concessa la pratica della magia.


Origine


A seguito del grande esodo degli Uhmar di Illywhaylin nell'anno 64 dell'Era Comorum, le popolazioni in fuga attraversano gli impervi territori centrali del Learon e si stabiliscono oltre l'Altopiano di Hube, nei pressi della costa orientale, dove si organizzano in tanti piccoli agglomerati che prendono il nome di Hube.
Una parte del popolo gorbolo si spinge nell'entroterra nord della regione, in un'area paludosa avvolta da nebbie fitte, dove decide di arrestare l'avanzata e stanziarsi nello Hube che sarebbe diventato presto Nassar. Non tutti però sono convinti che fermarsi nelle paludi sia una buona idea: l'area è pericolosa e la visibilità ridotta espone lo Hube ad attacchi imprevedibili, anche da parte della fauna locale aggressiva e feroce. Un gruppo decide di proseguire la marcia verso nord, sfidando la superstizione secondo cui oltre quelle nebbie si trovasse la fine di Damas e l'inizio di un mondo oscuro, inghiottitore della Luce di Elatòmshim.
Il gruppo di esploratori nomadi attraversa le nebbie e giunge all'ipotetico confine tra il Learon e lo Horgos orientale, un'area disabitata in cui si estende una rigogliosa foresta dalla vegetazione sconosciuta. Appena al limitare della foresta, il gruppo decide di stabilirsi e lì fonda un piccolo agglomerato che, in qualche anno, si espande e diventa una vera e propria città, a cui viene dato nome Hovalor (nell'antica lingua dei suoi fondatori, “oltre l'ignoto”).


Espansione


Sul finire del primo secolo dell'Era Comorum, Hovalor è un piccolo centro abitato isolato dal resto degli Hube. Trovandosi oltre il confine tra Horgos e il Learon, al di là dell'insidiosa zona delle paludi di Nassar, con il passare del tempo perde sempre più i contatti con le Hube e rimane isolata, nel freddo delle terre del nord. Fonte principale di approvvigionamento per i suoi cittadini è la foresta di Elathundir, caratterizzata da numerosi laghi, perlopiù ghiacciati, una fauna variegata e una flora ricca.
Intorno alla seconda metà del secondo secolo, esploratori di Hovalor si spingono oltre i confini della foresta, ma qui entrano in contatto con i popoli nomadi di razziatori dei territori centro-orientali, contro i quali hanno la peggio. La paura più grande è il fatto di essere usciti allo scoperto, aver rivelato la propria esistenza a bande di predoni dagli usi primitivi, di una prepotenza violenta.
Negli anni successivi, Hovalor subisce attacchi e razzie. Con il tempo, alza alte mura cittadine e riesce a organizzare un esercito, ma gli scontri sono insistenti e a volte impari, poiché i predoni si presentano in numero man mano crescente.
Nell'anno 368 dell'Era Comorum, l'Ordine dei Veldschat, i tre sovrani di Hovalor, decide di intercettare le tribù di predoni e proporre loro l'integrazione in città. Esse rifiutano in maggior numero, ma sparuti membri decidono di affrancarsi dalla vita nomade e accolgono l'ospitalità di Hovalor. Con i nuovi arrivati, la città cresce in numero ed estende i suoi confini. Grazie alla forza dei guerrieri nordici, inoltre, rafforza il suo esercito, e la sua forza disincentiva sempre più le razzie da parte dei predoni. Sul finire dell'Era Comorum, Hovalor è una città dalla cultura variegata, e la sua architettura racconta l'incontro di più popoli differenti riuniti per la sopravvivenza pacifica al limitare della foresta di Elathundir.


Sviluppo magico


Durante l'Era Vanseet, Hovalor ramifica la sua organizzazione governativa dando vita a un complesso intreccio di organi di controllo. I Veldschat diventano cinque, ognuno incaricato di gestire un ambito della società: legge, mercato, esercito, costruzioni e magia.
Quest'ultimo è un settore in crescita, poiché in città si è sviluppata la congrega degli Avelinisti del Nord, un gruppo religioso innalzamentista, adoratore della figura di Avelin, che persegue la via della conoscenza attraverso lo studio delle arti arcane. Gli Avelinisti del Nord raccolgono sempre più seguaci e diventano una realtà influente e apprezzata, tanto da far costruire l'Accademia di Hovalor, una grande scuola di magia a immagine della Scuola di Avelin. L'Accademia è il luogo di studio e di ringraziamento allo stesso tempo, ma non di preghiera, poiché, secondo la mentalità avelinista del Nord, il mezzo per l'adorazione di Avelin sarebbe la conoscenza, e non il culto della personalità.
Nel frattempo, Andazòr era progredita nei viaggi via mare, e Hovalor è tra le prime città che cerca di raggiungere. I mercanti stringono affari e notano lo sviluppo della città, di cui riferiscono al Kvasnak. Quando si sparge la voce dell'Accademia, diversi praticanti delle arti arcane, incuriositi, chiedono di essere condotti nella città, e rimangono colpiti dal livello dei maghi di Hovalor. Molti di loro vedono Hovalor come la nuova frontiera degli studi magici, chiedono di entrare a far parte dell'Accademia e vi si trasferiscono, portando nuova linfa e nuova esperienza che aiuta il progresso in campo magico.


Conflitto ideologico


Nel quarto secolo dell'Era Vanseet, l'Accademia di Hovalor è la realtà più influente della città e i suoi dintorni. Lo studio della magia genera differenti correnti di pensiero che, radicalizzandosi in gruppi settari, arrivano allo scontro ideologico.
Gli Avelinisti del Nord perseguono la via della conoscenza e, nella loro dottrina, non sono previste preghiere verso gli dèi. Il primo distaccamento è rappresentato dai Redenti, praticanti arcani che adottano la pratica del contatto, ovvero la comunicazione con gli dèi attraverso i flussi magici della magia elementale, servendosi di bastoni e bacchette. Tale pratica è malvista dagli Avelinisti del Nord, e il contatto con le divinità considerato illusorio.
Una terza setta che si separa dai Redenti è composta dagli Apologeti dei Quattro, individui che desiderano tornare a una forma di sottomissione agli dèi e che chiedono loro perdono per l'atto di presunzione perpetuato da avelinisti. Essi ritengono la conoscenza utile alla vita mortale, ma non il collegamento tra mortali e dèi, né tantomeno la via attraverso la quale il figlio si emancipa dal Padre divino. La ramificazione più estrema di questa setta è rappresentata dai Vendicatori di Gladiel, fedeli che ritengono necessaria l'abolizione della magia in ogni sua forma, per tornare allo stato di sottoposti agli dèi. Essi credono nel destino predeterminato, deciso dal Padre creatore, e non ammettono interferenze dei mortali sulla natura.
I Vendicatori di Gladiel sono la setta più piccola, ma anche la più pericolosa, poiché crea scompiglio nell'Accademia di Hovalor con atti di sabotaggio e di violenza. Nell'anno 381, essa viene individuata ed espulsa dall'Accademia e i suoi membri, lasciati senza una sede operativa, si riorganizzano in luoghi segreti da cui ordiscono i loro piani di rivolta.


Rivoluzione


La tensione all'interno dell'Accademia si accende sul tema dei luoghi di culto, che Redenti e Apologeti dei Quattro vorrebbero per professare la loro visione del divino. Gli Avelinisti del Nord non ammettono che l'Accademia diventi luogo di preghiera, così le due sette si rivolgono direttamente al Veldschat delle costruzioni Hiro Gomenaki, da cui pretendono l'edificazione di luoghi di culto. Gomenaki si interfaccia con il Veldschat della magia Aranje Yasur, che nega la legittimità della richiesta. Il rifiuto scatena la rabbia delle sette, che nell'anno 396 si scagliano contro il governo in un attacco che scatena una guerra civile. Gli Avelinisti dell'Accademia intervengono a fianco dell'esercito, e il conflitto spacca in due la città e lascia macerie, oltre a minacciare di ripresentarsi in futuro.
Il secondo attacco delle sette, nell'anno 402, è ancora più impetuoso, e conferma al governo la sopravvivenza di una realtà terroristica in seno alla città, estremamente pericolosa e divisiva. Gli Avelinisti dell'Accademia decidono di firmare un accordo con i Redenti, passato alla storia con il nome di Rivoluzione di Hovalor. Secondo l'accordo, la struttura governativa deve cambiare: i cinque Veldschat si trasformano in tre Kobuschat (dalla lingua di Hovalor del tempo, “totalità”), ognuno formato da cinque reggenti che si occupano di legge, mercato, esercito, costruzioni e magia. Ogni Kobuschat rappresenta un gruppo religioso, e tutti insieme discutono sulle azioni da intraprendere nell'interesse del bene comune. I tre Kobuschat sono rappresentativi dell'Avelinisti di Hovalor, dei Redenti e gli Apologeti dei Quattro.
Nell'anno 403, l'accordo viene raggiunto e Hovalor cambia faccia: da realtà unitaria guidata dalla sua prestigiosa Accademia, diventa un'oligarchia dal potere frammentato, diviso tra le tre ideologie religiosi dominanti in costante discussione tra loro.


Apertura


Da città isolata e indipendente, Hovalor si apre al resto di Damas a seguito della prima invasione dei Mhalakyte, nell'Era Onushrit. Presa d'assalto dall'esercito oscuro, si difende come può, ma il suo esercito non riesce a gestire la ferocia nemica. Il generale Akran Imshrat ha l'idea di difendere le mura di Hovalor con una barriera magica e spingere l'esercito nemico a combattere sempre più lontano dalla città, dove alle sue truppe basta resistere, e aspettare che i Mhalakyte patiscano il gelo della regione. In questo modo, riesce a limitare i danni e ad allontanare gli aggressori, che ripiegano su obiettivi più facilmente ottenibili.
La guerra contro i Mhalakyte fa incontrare l'esercito di Hovalor con le truppe di Terast, che si prefiggono di liberare l'intera regione dalla minaccia oscura e scoprono dell'esistenza della città sul versante orientale. Finita la prima guerra, con il Nuovo Sacro Ordine, che prevede l'unione dei popoli di superficie contro l'Ombra, Terast propone a Hovalor di entrare nella Lega di Terast, nonostante le leggi, gli usi e costumi molto diversi tra le due realtà, primo tra tutti l'utilizzo della magia, vietato a Terast e fortemente identitario a Hovalor. Potendo mantenere la sua piena indipendenza, Hovalor accetta l'alleanza e offre tra i suoi migliori praticanti arcani per la difesa del Tempio di Valenor.
L'alleanza viene rotta nell'Era Mahamarum quando, con la seconda invasione, i Mhalakyte prendono il controllo di Terast, con Kreamos al comando. Hovalor rimane una realtà defilata, parzialmente ignorata dai Mhalakyte che, dopo i primi attacchi ben respinti, ripiegano su centri più influenti.
Dopo la cacciata dell'Ombra e il ripristino dei governi di superficie, Hovalor torna a essere una realtà indipendente, pur alleata con Terast dal punto di vista militare. La sua Accademia di Magia è una realtà sempre più consolidata, così come il suo governo resta tripartito, e gli intrighi interni di carattere religioso, dovuti all'annoso sottobosco settario, rappresentano una realtà apparentemente immutabile.
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