Gagnar è una città del Samarin situata sui monti di Goromund, abitata principalmente da Turgot. Fu fondata come avamposto gemello di Thoro durante la prima espansione in superficie del popolo turgot, nell'Era Vanseet. Nata con una vocazione più aperta e inclusiva rispetto a Thoro, Gagnar rappresenta il primo tentativo di integrazione dei Turgot con le altre specie della superficie. La sua storia è profondamente segnata dal conflitto ideologico con Thoro, che ne determinerà la caduta, l’occupazione e il ruolo marginale negli eventi successivi.
Gagnar viene fondata nell’anno 62 dell’Era Vanseet, insieme a Thoro, dopo che alcune comunità di Turgot in fuga da Horgos, oltrepassati i monti di Behrrandjr, risalgono la catena di Goromund in cerca di una dimora stabile. Come Thoro, la città è scavata nella montagna, ma a differenza della sorella maggiore presenta un’estensione più marcata in superficie, con strutture esposte e accessi aperti verso le vallate circostanti.
Fin dalla sua fondazione, Gagnar è pensata come punto di contatto tra i Turgot e il mondo esterno, un luogo di transito, di scambio e di possibile convivenza. Questa impostazione nasce dalla convinzione del suo capoclan e delle famiglie fondatrici, secondo cui l’isolamento non avrebbe garantito la sopravvivenza del popolo turgot in un territorio conteso e ostile.
Nell'anno 65 dell'Era Vanseet, Gagnar istituisce il Mercato del Valico, che collega i monti di Goromund alle vallate centro-settentrionali del Samarin. Per alcuni anni, il mercato rappresenta un punto di scambio di metalli grezzi, pelli e manufatti, che attira mercanti Uhmar e viaggiatori erranti.
Il mercato viene infine smantellato dopo i primi scontri armati tra le fazioni turgot, accusato da Thoro di favorire spionaggio e infiltrazioni nemiche.
Il rapporto tra Gagnar e Thoro è segnato fin dall’inizio da un profondo dualismo politico e ideologico. Se Thoro sostiene una visione purista della società turgot, Gagnar promuove l’apertura verso altre specie, ritenendo che l’accoglienza di Uhmar e Uinir possa mitigare i conflitti e favorire una crescita culturale e militare condivisa.
Nell'anno 66 dell'Era Vanseet, Gagnar proclama il Patto delle Porte Aperte, un editto che consente a membri di altre specie di risiedere nella zona di superficie della città, pur con limitazioni di accesso alle aree sotterranee. L’evento segna la prima presenza stabile di Uhmar all’interno di un insediamento turgot e viene ricordato come l’atto fondativo dell’identità gagnariota. A Thoro, il patto viene interpretato come una pericolosa contaminazione culturale, e il contrasto degenera presto in scontro aperto.
Tra gli anni 70 e 94 dell’Era Vanseet, le due città guidano fazioni contrapposte in una guerra interna che lacera i rapporti tra i Turgot di Goromund. Gagnar tenta di rafforzarsi sviluppando le proprie strutture di superficie e attirando combattenti e coloni esterni, nel tentativo di bilanciare la superiorità militare di Thoro, ormai specializzata nella produzione di armi.
Lo sforzo si rivela insufficiente e, nel 94, Thoro si prepara all'invasione. Poco prima, il capoclan di Gagnar Carbago Del Fati tiene un discorso pubblico nella piazza centrale, ribadendo che la convivenza è l’unica via per la sopravvivenza del popolo turgot. Il discorso non viene mai trascritto integralmente; ne esistono solo frammenti tramandati oralmente dai Turgot fuggiti dalla città.
Nell’offensiva finale, l'esercito di Thoro fa irruzione, occupa la città e uccide il capoclan Carbago Del Fati. Conquistata l'area di superficie, il governo viene affidato a Morsio l’Alto, reggente imposto da Thoro che sancisce la fine dell’autonomia politica di Gagnar.
Secondo una versione alternativa, Carbago del Fati avrebbe tentato fino all'ultimo di negoziare una resa condizionata, al fine di evitare un massacro della popolazione di Gagnar. Considerato debole e indegno di governare, sarebbe stato imprigionato e giustiziato solo tempo dopo la conquista della città. Questa seconda versione divide l'opinione del popolo turgot su di lui, tra chi lo elogia per aver tentato di salvare il suo popolo e chi lo considera un traditore dello stesso. Dopo la conquista, Gagnar perde il suo ruolo di polo alternativo alla capitale turgot. Parte della popolazione, non riconoscendo l’autorità di Thoro, abbandona la città e si unisce alle comunità di Turgot girovaghi che si spingono verso i territori meridionali. Questi gruppi, schiacciati tra i possedimenti di Aredhil e Ferenor, danno origine a nuovi conflitti, che li obbligano a spingersi a sud del Silthor, dove fondano Brida, poi Trinien.
Sotto il controllo di Thoro, Gagnar diviene una città subordinata, funzionale al progetto espansionistico del re dei Turgot Pur non essendo più centro decisionale, resta un nodo strategico nei Goromund e uno dei punti da cui partono le spedizioni proselitistiche organizzate da re Marudar nella seconda metà dell’Era Vanseet.
Nel periodo che precede la prima invasione oscura, anche Gagnar viene coinvolta nei contatti con il popolo mhalakyte. I cunicoli scavati tra Thoro e il Gotrir vengono estesi fino alla città, creando nuovi sbocchi sotterranei in previsione dell’invasione imminente. Questi passaggi consolidano il ruolo di Gagnar come punto di comunicazione e supporto logistico, pur rimanendo in secondo piano rispetto a Thoro, che resta il centro principale della corruzione e dell’alleanza con l’Ombra. Inoltre, l'avanzata del popolo oscuro trova a Gagnar parziale resistenza. Parte della popolazione, infatti, si rivela contraria all'alleanza con i Mhalakyte e indice il Silenzio delle Fucine (Era Onushrit, anno 16), ovvero lo spegnimento volontario e sistematico delle forge della città, come atto di resistenza morale, che però indebolisce ulteriormente Gagnar dal punto di vista militare e rafforza l'egemonia di Thoro.
Dopo la ricacciata dei Mhalakyte nel Gotrir, Gagnar condivide la sorte di Thoro e dell’intero popolo turgot. Associata alla collaborazione con l’Ombra, subisce diffidenza e ostilità da parte dei popoli della superficie. Con il ritorno del controllo turgot sotto Balasso l’Affidabile, la città viene mantenuta come insediamento secondario, privo di ambizioni egemoniche.
Nel periodo compreso tra la fine dell’Era Onushrit e l’inizio dell’Era Gavriellum, Gagnar sopravvive in un contesto di tensioni costanti, protetta più dalla diplomazia del re di Thoro che dalla propria forza. L’adesione al Nuovo Sacro Ordine e il Patto della Luce pongono fine alle persecuzioni sistematiche, ma non cancellano del tutto il sospetto che grava sulla città, memoria vivente di un’idea di convivenza che il popolo turgot non seppe difendere.